Momò Calascibetta


Follow
Painting, Drawing 9 Followers Member since 2007
Milano, Italy

Activity on Artmajeur

13,001 | Views
2 | Added to collections
9 | Followers
1 | Followed artists

Contact Artist

Message Milano, Italy

Member since Aug 26, 2007
Last modification date : Jul 12, 2017

Report

Presentation & Biography

Momò Calascibetta nasce a Palermo nel vicolo del Forno….

Si laurea in Architettura nel 1977 con Gregotti e Pollini e, nonostante l'intrigante passione per essa, sceglie la Pittura che aveva praticato sin da piccolo.

Alla mostra”Il sacro nell'Arte”, nel 1977 presso l'Arcivescovado di Palermo, presenta l'opera dal titolo “Processione e Processi” che lo pone subito all'attenzione della critica e del pubblico ma che scatena la reazione di censura dalla parte del clero. Infatti chiara è la condanna che Momò fa alla ipocrisia della chiesa davanti alla sofferenza delle creature umane sin dalla prima sua tela esposta :”SE LASCI CORRERE LIBERO IL PENSIERO RIESCI PERICOLOSO SENZA SAPERLO!”

Leonardo Sciascia visita questa mostra ed inizia così un rapporto segnato da reciproco rispetto e totale intesa che porterà lo scrittore a definire per primo la pittura di Calascibetta come il racconto dettagliato….”dell'imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità…”Esegue diverse scenografie teatrali tra cui “Il Castello” di Kafka per la rassegna “Incontroazione “ dell'Università di Palermo.

Fondamentale in questi anni è il suo incontro con Enza Lauricella , cantante popolare che con gli acuti della sua voce, dice il critico Guido Valdini, scaglia pietre in piena faccia ai politici che governano l'isola. Nasce il primo e unico figlio Filippo che si dedica alla musica classica e in particolare al contrabbasso barocco.

Nel 1982 Momò va a vivere a Milano, ospite i primi mesi a casa di Gabriele Mucchi, ma ritornerà ogni anno in Sicilia per non interrompere l'appassionante escursione archeologica nelle viscere dell'isola. Di questo periodo sono le tematiche “Comiso Park” esposte alla Fondazione Corrente, 1984, e “Piazza della Vergogna “ nella galleria Philippe Daverio ,1989, che lo inseriranno nel tessuto artistico milanese. E' Mario de Micheli il critico che seguirà il suo percorso artistico di quegli anni…”Ogni opera di Calascibetta è sempre un convegno di personaggi, quando addirittura non ne brulichi. Sono i personaggi di una periferica e provinciale “società opulenta”, i protagonisti dei “nuovi ceti emergenti”, gli speculatori, i parassiti, i mangioni, i servi in divisa del potere: il giudice intrallazzato col mafioso, il prete che assolve da ogni peccato e il generale che dà lustro e garanzie patriottiche alle feste e ai banchetti, dove trionfa una confusa presenza di dame, cortigiane e baldracche, sfarzosamente agghindate per la rappresentazione…”

Nel 1991, nella mostra “De l'amour” presso la galleria Jannone, si renderanno più visibili i primi segni di un passaggio da un mondo “ingordo e malandrino” che aveva caratterizzato le opere precedenti, ad una visione più esistenzialista.

“I relitti umani” di Calascibetta mordono ancora, inghiottono, godono e intanto si preparano ad un atto unico, quello dell' effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell'individuo,...