08-stefano-fanara-devotion-to-the-buddha.jpg (2015) Fotografia da Stefano Fanara

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Certificato di autenticità incluso
  • Opera d'arte originale Fotografia,
  • Dimensioni Altezza 19,7in, Larghezza 13,8in
  • Categorie Astratta
DEVOTION TO THE BUDDHA NUMBER 08 - EXTRACTS FROM THE SET OF 13 PHOTOS ON PLEXIGLASS 35X50 CM 2015 A proposito di quest'opera: Classificazione, tecniche & Stili
DEVOTION TO THE BUDDHA NUMBER 08 - EXTRACTS FROM THE SET OF 13 PHOTOS ON PLEXIGLASS 35X50 CM 2015

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Stefano Fanara nasce a Favara in provincia di Agrigento nel 1963. Innata in lui una forte spinta creativa che lo porta a sperimentare, fin da tenerissima età, le potenzialità dei diversi medium espressivi.

Stefano Fanara nasce a Favara in provincia di Agrigento nel 1963.
Innata in lui una forte spinta creativa che lo porta a sperimentare, fin da tenerissima età, le potenzialità dei diversi medium espressivi.
Sottrae ore al gioco reclamate dai suoi coetanei ed è pervaso da una irrefrenabile esigenza di "intervenire" su qualsiasi superficie o supporto, scalfendo o disegnando con gli strumenti più disparati: punte, matite, colori, gessi, carboni o quant'altro su superfici rigide o fogli, volontà inconscia di affermazione di sé. Nascono così, poco più tardi, alcuni timidi ed ancora insicuri elaborati che però già evidenziano calligrafie puntuali e graffianti e una sensibilità ai cromatismi molto spiccata. Tale connotazione accompagnerà sempre il lavoro dell'artista anche nell'età adulta.

Nel 1989 si trasferisce a Modena dove inizia la sua attività di insegnante elementare.

Scelta non casuale quella di "lavorare" con i bambini che gli forniscono linfa e stimoli con la loro spontaneità e libertà espressiva non ancora intaccata dalla valutazione di realtà che attiene all'età matura. Si sposta successivamente a Bologna dove vive importanti esperienze nel campo del teatro, della danza ed in particolare delle discipline Zen che gli suscitano decisivi cambiamenti di rotta e nuove filosofie.

I dipinti in questo periodo riflettono infatti una maggiore decantazione del segno e del colore che mantengono comunque una loro irruenza. Opere più riflessive e meditate o meglio, una posizione più riflessiva e mediata, tesa a captare impercettibili fili emozionali, scritture ed alfabeti del mondo interiore.
L'attuale processo creativo vede una apparente distonica dualità:
la ricerca di una sintesi pittorica e del linguaggio e nel contempo la saturazione a tutto campo della superficie. Una necessità di estrapolare, quasi chirurgicamente, dei frammenti di vita per poi trasporli e dilatarli a largo raggio nel proprio nel proprio vissuto.
Urgenza di abbandonarsi al gesto istintuale delle origini alla ricerca di antiche matrici e di possibili equilibri tra natura e ragione.
Le due modalità operative trovano una convergenza proprio nel loro essere diverse ed entrano in una simbiosi di grande efficacia che parla dell'uomo e delle sue contraddizioni.

Stefano Fanara vive e lavora a Bologna, è laureato in Pedagogia con indirizzo Letterario e Filosofico e specializzato in Pedagogia Speciale per l'insegnamento ai bambini disabili.

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