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Stefania Colizzi

"....La pittura di Stefania Colizzi recita questo intendimento recondito, il colore inteso come passaggio, crisi nella sua accezione originale, e la rappresentazione si asservono a riconciliare, sopra tutto, l’uomo con la sua parte sinceramente positiva, quella che si attiva, quella che fa le cose, non le distrugge. I settori concorrenti, l’estrema fantasia dei simboli, apparentemente avulsi fra di loro, invece estremamente coevi, ricostituiscono pazientemente, e con amore, il palinsesto originale, la sinossi di quello che era originariamente il programma, e che ora langue nelle espressioni inebetite, sorprese, quasi meravigliate che il costrutto sia potuto crollare. Un quasi pedissequo urlo di Munch....."

F.A.R.

"....Una pittura per certi versi inquietante dove uomini e donne esprimono nella raffigurazione la loro fisicità interagendo con la realtà. Una stilizzazione dei contenuti non casuale, fughe prospettiche ci riportano a quinte teatrali. Un linguaggio pittorico denso e pastoso dove il cromatismo, nel suo gesto informale, è un’esplosione di colori. Un’ umanità quella di Stefania Colizzi che caduta dal cielo consuma una vita silente orchestrata dalla carnalità dei corpi.
Un teatro dell’assurdo dove il senso del bello si contamina con l’incertezza e l’oscurità del presente. L’artista sente forte l’esigenza di assumere una sensibilità inusuale, un ruolo nella coscienza sociale....."

Maria De Michele

Stefania Colizzi