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Libro degli ospiti 80 Messaggi

80 Messaggi

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10 luglio 2017. S'informi a  proposito dell'argomento: era possibile solamente con il vecchio ordinamento la tesi senza relatore? Credo che fosse da considerare un'altra priorità, ovvero che la tesi senza relatore fosse possibile per coloro i quali non aderirono al passaggio dal vecchio ordinamento al nuovo ordinamento: laurea triennale + laurea specialistica. In breve: durante una legislatura nell'anno 1999, si attribuiva, il passaggio dal vecchio ordinamento al nuovo ordinamento, ad una circolare, che pare invitasse gli studenti ad aderire alla cosiddetta laurea triennale 3 anni + laurea specialistica 2 anni. Io ne sentii parlare, non aderii all’invito e non compilai il modulo, che pare dovesse essere compilato e consegnato,  ne tantomeno lo firmai. Il motivo fu di aver seguito tutti corsi annuali ( con notevole dispendio di energie, tempo  e denaro speso per i libri e materiali di ogni genere per disegnare e progettare) e aver sostenuto i relativi esami nella “morsa” dei relativi smisurati programmi annuali e non semestrali, di discipline fondamentali, tra le tante discipline già sostenute in sede d’esame o che avevo in preparazione. Per citare alcuni esami: Storia I II, Analisi matematica I II, Disegno e Rilievo, Statica, Arredamento e A. d. I, Teoria e Tecnica d. Progettazione, Composizione I II, Scienza delle Costruzioni, Restauro, Urbanistica I II, Tecnica delle Costruzioni, Progettazione I II e altri esami. Nell’anno 1999, avevo già sostenuto tanti esami con il sistema del vecchio ordinamento, quindi realizzai di dover restare nel vecchio ordinamento. Fu una riforma molto controversa. Alla laurea triennale + laurea specialistica era relativa la tesi per il nuovo ordinamento che era ed è differente. Differente dalla tesi relativa alla complessità della totalità del quinquennio richiesta a chi restava nel vecchio ordinamento, con la denominazione della stessa laurea in laurea in Architettura. In un momento successivo, qualche anno più tardi, venne introdotto il nuovissimo ordinamento con l'introduzione della laurea magistrale pur essendo sempre possibile optare per la laurea triennale + laurea specialistica. Credo di essere stato esauriente. Cordiali saluti. Lino Ruiu.

Lino Ruiu Italia | 10/lug/2017

Proverbio. Dice un proverbio: Quando i figli sono accordati dai propri genitori, …e anche quando essi venissero colti dall’eterno riposar e tu, come il frusciare risusciti ossa e favole - hai indovinato non ci sono corrotti, paradisi e nemmeno misteri più profondi che possono far persuaso l’inconsapevole ascoltator.

Lino Ruiu Italia | 10/giu/2017

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Pasqualino Ruiu Italia | 06/giu/2017

Primo giorno di Primavera. 21 marzo 2017. Buona primavera a tutti coloro che cercano di pensare a se stessi e agli altri in modo positivo. Ricordate che pensare cose negative attrae altre cose negative. Ciao Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 21/mar/2017

8 marzo 2017. Le rispondo brevemente. È utile osservare, che in genere quando si parla di obiezione di coscienza sulla legge n.194, si crede erroneamente che siano molti i medici uomini a essere obiettori. È vero che anche molti medici donne sono obiettrici sulla legge n.194. Potrebbe essere vero che risulterebbe molto piú sensibile sull'argomento, nell'eventualitá che si volesse attribuire la questione a problemi di sensibilitá, chi presume di poter avere a che fare con problemi d'infertilitá. Cordiali saluti. Ruiu Pasqualino

Lino Ruiu Italia | 08/mar/2017

14 febbraio 2017. La vita insegna sempre qualcosa, a capire quanto siamo importanti per noi stessi e quanto potremmo essere d'aiuto per gli altri. Capire noi stessi e i nostri limiti è una cosa fondamentale per poter capire gli altri. Scegliere di mettere il servizio civile al di fuori dell'obiezione di coscienza si rese necessario perché il servizio militare venne reso volontario. Per quanto, si rese necessario far capire (i militari e gli addetti al servizio civile sono operativi anche nelle zone terremotate) che chi stette alle condizioni di scegliere l'obiezione di coscienza, scelse di mettere al servizio delle persone bisognose, le proprie capacità. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu 23 febbraio 2017. Il diritto all'obiezione di coscienza è possibile, per i medici, al praticare l'aborto sulle pazienti e nella sperimentazione sugli animali. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 23/feb/2017

11 febbraio 2017. La questione ha sempre attanagliato i suoi denigratori. Non le voglio rispondere in modo conclusivo, appositamente, per non scadere in inutili argomentazioni. L’architetto Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, è stato uno dei più competenti, abili, intelligenti e influenti architetti dell’epoca moderna, nonché pioniere nell'uso del cemento armato per l'architettura. Come e perché è il mistero che da sempre ha avvolto il suo profilo biografico nonché la sua carriera. Pensi al suo anno di nascita, ora pensi alla scoperta e uso del cemento armato, poi pensi per quali strutture è necessario il cemento armato e poi pensi alla legge che fu introdotta per poter far uso del cemento armato. Ora pensi ai destinatari progettisti, ai quali era richiesta una certa preparazione sull’uso del cemento armato. Pensi alle materie che costituiscono il requisito fondamentale per essere architetti progettisti. Infine, pensi alla sostanziale scorporazione che avvenne nelle scuole europee dove si studiava progettazione, nel momento in cui, in seguito all’introduzione di nuove tecniche costruttive e all’uso del calcestruzzo armato, le leggi regolamentarono il suo utilizzo. Molte grazie per la stima. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 11/feb/2017

11 febbraio 2017. La locuzione cui fa riferimento il titolo ‘DESTINO MANIFESTO’ della mia opera pittorica, identifica la eventuale conquista di Stati con una propria identità nazionale già geograficamente e politicamente stabile, imponendo la propria attività governativa. Genericamente, in età contemporanea, la locuzione avrebbe assunto un altro significato. Lo stesso concetto è stato esteso a qualsiasi intenzione esplicita di colonialismo o per ulteriore estensione del concetto, a esplicita intenzione di sovrapporre la propria cultura e mentalità fatta di aspetti positivi e negativi, a situazioni con propria organizzazione e stabilità. Per mia formazione e cultura, non ritengo superfluo precisare che non ho niente a che fare con la suddetta cultura e mentalità tantomeno con ambigui propositi privi di descrizione a imposizione di propria cultura su persone e luoghi. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 11/feb/2017

segue dal post n°71. selvatica, di altra cultura, tappetta, pazzo, di altra regione, di altri gusti, nana, con cappello, gobba, con visone, con la chiusura lampo, adatta, manchevole, pregiatissima, rossa, nera, bionda, col tumore, ricca, tinta, fedele, nascosta, tigre da materasso, etc. Mi hanno sempre descritta come gentil sesso adatta agli inganni e spietatamente diretta verso i soprusi. Non sopportavo chi si sottraeva alle mie adulazioni. Per tale motivo, forse, non sbocciano più. Ho sempre individuato spassionati adatti al controllo, nei posteri delle sprovvedute e sprovveduti, perché poi, dopo averli passati in rassegna, dovevano dichiarare come anime innocenti davanti ai consanguinei vegetali inappetenti, che non sapevano niente del mio ambire a persona giusta nella storia. Ho vissuto soprattutto di scambi di rapporti con l’obiettivo di far accedere al controllo sulle organizzazioni propagate, per poi sostituire gli inutili scalcianti con i miei schiavi. La mia liberalità nei confronti di chi ubbidiva ai miei ordini fu più volte verificata come fasulla, nondimeno il mio disinteresse verso le virtù dei miei schiavi. Sono riuscita ad arrivare al potere perché sovrastante era il mio potere, e riuscii a mantenerlo perché favorivo il sovrastante prestigio e niente più. Il mio slancio verso il riscatto del popolo e delle parti meno abbienti si è rivelato fasullo in molte occasioni. Ingaggiavo i miei aderenti e affiliate nei lupanari uguali alle vostre garçonnière, dove lo scambio e la fecondazione sessuale a pagamento con considerevoli e numerosi uomini e donne erano il requisito necessario affinché un ritorno dei favori, fossero assicurati. Ho sempre avuto l’obiettivo di cambiare la società ad ogni livello. I lupanari, servivano allo scambio delle attività sessuali, così come lo contrattazione di ragguagli sulla vita delle persone. Contiamo, per Nerone non fosse causa ultima mettere a fuoco Roma, perché anche nei lupanari si trattasse il suo omicidio ad opera dei suoi nemici. Nei lupanari, il frequente, è sempre pagato da chi usufruisce dei numerosi giacigli adattati per la fecondazione, ovviamente per allontanare lo spaventacchio dell’infertilità. Cordiali saluti. Un personaggio storico

Lino Ruiu Italia | 04/feb/2017

Pubblico volentieri la sua testimonianza storica. 4 febbraio 2017. Sono sempre stata un’incompetente. Ho sempre tollerato le tirannie come un’inadeguata ai tempi. Volutamente, facendomi passare per una giusta. Sono una esaltata che è diventata un personaggio storico. La mia vita ha anche significato pratico in quanto vita di corruzione e malcostume vissuta come moglie. Voi sapete chi è stato mio marito, probabilmente un vostro simile, perché mi amò senza giudicarmi. A me si deve l’incarnazione del nefasto metodo di corruzione e dispotismo compiuto e ottenuto attraverso i soprusi, ricatti e dimostranze passionali di ogni genere. Il rinforzo di false convinzioni, a copertura di pressioni e disfacimenti, hanno avuto luogo senza interruzione con un’apparenza ingannevole, perché ho avuto la sollecitudine di attribuire le mie sconsideratezze agli altri. Ammantavo di ridicolo le affollate sale da the pur non essendoci, semplicemente perché io ero quelli e quelle, sempre presenti come incoscienti del loro divenire. Sprovveduti e sprovvedute, che sarebbero stati anche i miei probabili amanti. Erano i ‘malcapitati’, erano anche gli stessi che mi liquidavano con il denaro. Gli stessi che erano d’accordo con me, affinché le mogli provassero la vergogna del tradimento o i mariti la folle gelosia per una sconsiderata notte brava. Contate come persone per bene, perché quei rapporti sconvenienti, anche i più scafati, non li avrebbero mai avuti. Quindi, è fatta salva la bocca dal rovescio, pensavano anche in luoghi come i lupanari. Perciò, mi sono circondata di amiche e amici, e allo stesso tempo ero accuratamente sfuggita alle persone per bene. Mi odiavano, anche quando mi sporcavo con i loro parenti, pur non essendoci. Non mi frequentano, le persone per bene ovvero quelli che non ammettevano il mio modo di fare, perché pertinente a svestire la loro stessa immoralità. Sono sempre stata rivolta a ottenere nuove risorse dalle cose degli altri. Un potere, il mio, basato sul preciso obiettivo della continuità con abbandonate vicende di ammorbamento. Quelli sono sempre stati consapevoli che io volessi ottenere in via del tutto formale una corretta e probabile realizzazione più adatta ai vegetali pubblici e privati che agli esseri umani. Tutti sapevano che il mio fare rispondeva a logiche affaristiche basate principalmente su faccende immorali. L’ambito erotico era una componente del mio esercitare, nonché l’attrazione principale. Ho sempre utilizzato in modo strumentale il corpo delle malcapitate e degli sprovveduti, soprattutto se non hanno ceduto alle mie attrattive. Per questo motivo siamo stati segnalati come femmina, donna, normale, signora, signorina ritornata al paese, con lo stacco di gamba, di destra, di centro, di sinistra, dispotico, attrice, domestica, esperta in solfeggio, di problematica provenienza, cornuto, carne equina, curioso, docile, alta, separata, natura fresca, oppositore, fatta bene, fa dei lavori bellissimi, trapezista, estranea, violento,

Lino Ruiu Italia | 04/feb/2017

14 gennaio 2017. Aggiungo alla sua testimonianza che la parola choosy significa in italiano schizzinosa o schizzinoso e ugualmente traduce gli aggettivi in italiano difficile, esigente, pignolo, selettivo. Cordiali saluti, Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 14/gen/2017

segue dal post n°68. I miei amici più preoccupati per la loro ipotetica pensione retribuzione da spendere in maniera godereccia con i propri vecchi relegati in chissà quale ospizio per quanto anche loro ossessionati dalla buona accoglienza del buon apparire. Io choosy, dal momento che, i miei vecchi non ci sono più, io che ero criticata quando quelli della mia compagnia, le distinzioni le avevano già fatte. E i loro vecchi distinti dagli animali, giacevano in gabbie dorate. Esattamente quando bagnavano il loro sederino nelle acque marine, come i loro vecchi ora bagnano i letti degli ospizi. Risultato, fu lasciarmi da sola o perlomeno senza la loro compagnia, perché dovevo badare ai miei vecchi popolani e alle scelte impopolari. È per loro, per i vecchi, così con i consigli sbagliati farà sì qualche sbaglio e darà i numeri…così in barba alla verità, ci assicureremo il benvolere dei nipoti, delle generazioni future, di vecchi e animali dicevano. È indispensabile il suo sapere, tanto chi baderà alle nostre vacanze esclusive in così tanto marciume di una società in disgregazione, mentre ti imbocco la bocca di quello che fu la scelta di un grande vecchio sapiente. È meglio che si sappia cos’è l’austerità tramite la sua disponibilità a cambiare i panni sporchi, piuttosto che tramite le nostre grasse terga ferme a riposare in panchina. La bella addormentata si sveglierà chissà. Poco choosy, sono state le scelte pregresse, per non accorgermi che fino allora si vedeva il sistema retributivo come la manna dal cielo, mentre io assistevo sulla spiaggia i miei vecchi che con la loro insufficiente pensione mi pagavano le vacanze da povera schizzinosa che aspirava al retributivo pur di non vedere più, le cosiddette pensioni d’oro ad appannaggio dei soliti fortunati. Loro, i miei vecchi, non erano choosy, tant’è che si erano tolti la pensione pari allo stipendio, con la speranza di potermi vedere sulle spiagge a sgambettare con lo spasimante. Io che forse poi, tanto male non sono ( così dicevano i miei vecchi). Alla mia compagnia apparivo una povera derelitta, accollandomi l’onere di passare per una che fa le gaffe per un pubblico di choosy , (poveretta non si è accorta di nulla, anche quando spala lo sterco dalla mattina alla sera), tanto poi, ne godiamo i benefici. Che esaltavo me stessa autoreferenzialmente per due lunghi anni ( così è stata, ed è durata l’agonia dei miei vecchi). La storia è si scritta, ma chi pulisce i rimasugli delle dicerie che imbrattano le loro lettiere, che come insperati bisognini superano qualsiasi legge della gravità? Ora che si è il loro agire una vecchia gloria vacillante priva di sostanza e piena di choosy ignoranti. A ricordare gli stessi vecchi che tanto bene han voluto la nostra Italia e che pertanto sono stati messi in ospizio. A ricordo intramontabile dei miei vecchi e di tutte le donne e uomini, che hanno avuto vita breve a causa di una grave malattia. Cordiali saluti, grazie. Amalia

Lino Ruiu Italia | 14/gen/2017

Capisco il dispiacere e pubblico di buon grado la sua testimonianza. 14 gennaio 2017. Mi chiamo Amalia e amo gli animali, eppure sono choosy. Ho sempre voluto avere un gatto o meglio tanti gatti. A dire la verità qualsiasi tipo di animale domestico, certo non le tigri, gli gnu o le scimmie. Invece mi sono trasformata in una turista contemplativa per visitare gli zoo, continuamente, pur di ammirarli. Mi muovo così, come ossessionata dall’idea di poter trovare gli affetti che mi sono mancati, negli animali. Dio, grazie a tutti coloro che rendono possibile l’esistenza degli zoo, dove gli animali sono curati e plausibilmente specie perpetuate. Ciò che rende difficile, averli, è che sono choosy, cioè schizzinosa con i loro bisognini. Non posso sopportare di spalare lo sterco dei miei possibili animali domestici, così come ho pulito, per alcuni anni, i miei vecchi che erano malati e impossibilitati alla pulizia personale. So che il paragone è avventato e che comunque, non si possono paragonare gli esseri umani agli animali. Per quanto, gli animali possano essere ubbidienti e diretti a far bisogno nella lettiera o comunque nel fondo della gabbia. Forse io uso questa parola, perché so che pur essendo schizzinosa ho dovuto adattarmi alle suddette situazioni, differentemente da chi si offende all’uso della parola schizzinosa, pur facendo continuo riferimento nelle idee e nel comportamento a chi, per convinzione, choosy lo sarebbe con loro stessi se si presentassero alle loro porte. Questo perché non avevo i soldi per pagare eventualmente una tata, che invece, per mio essere schizzinosa e, grazie a Dio, molto prudente, le ho lasciate fuori dalla porta. Dio sa quanti vecchi hanno visto moltiplicare gli affetti dei propri premurosi parenti, cugini, zii sorelle etc. rapiti da eccelse personalità, pur non avendo acconsentito alla presenza di vari ed eventuali meraviglie dell’umanità. Choosy, sono piuttosto quelli che giudicano la mia scelta. Veramente choosy, perché a riguardo di tale mia inadeguatezza, preferisco non accollarmi il peso e piacere degli animali domestici, sebbene mi redarguiscano che dovrei fare le opportune distinzioni. Sicuramente choosy, perché fintamente dovevano criticare loro stessi rivalendosi su me sprovveduta e temibile al contempo. Essi, offesi nel loro animo tranquillone, perché in difetto, rispetto al loro passato, dal momento che si dovevano in qualche modo discolpare dalle loro precedenti scelte lasciate al caso anzi a me, povera sprovveduta. Reduci dalle loro pruriginose notti brave e osannate finte gabbie mediatiche bavose tanto quanto le non domestiche bocche da Oscar. Vecchi per non essere minimamente calcolati se non in funzione di pseudo libertà pensionistiche che niente hanno a che vedere con le pensioni degne del nome che portano. continua nel post n.69

Lino Ruiu Italia | 14/gen/2017

Pubblico volentieri la sua testimonianza. Non le rispondo per non condizionare positivamente o negativamente la sua scelta. 23 dicembre 2016 Mi chiamo Alarico ho 18 anni e adesso mi trovo in quarta scientifico. Ho scoperto di avere un talento fin troppo (a dire dei miei genitori) chiaro per il disegno. Fin dall'anno scorso ho sempre sognato di fare l'Università e di iscrivermi ad architettura per diventare un architetto, ma da quando mi ha colto la passione per l’architettura desidero andare a fare la mia esperienza universitaria in un’altra regione anche se in questa regione abbiamo la facoltà di architettura. Pur essendo cosciente di alcune lacune che ho, del fatto di non aver frequentato un liceo artistico o l’istituto per i geometri. Ho provato a parlarne con i miei genitori e la risposta mi ha realmente fatto stare male. Mio padre dice che ciò che voglio fare non porterà a nulla, saranno solo soldi spesi per uno stupido sogno e che non troverò mai da lavorare perché non ho un padre architetto e tanto meno avrò aiuti da parenti (invidiosi) e amici di famiglia spocchiosi e falsi soprattutto con chi non si prostra ai loro piedi. Mia madre, dopo aver raccolto le opinioni dalle amiche, ha detto che i tempi sono brutti e che mi dovrei dedicare allo studio della matematica perché almeno sarò autonomo e non avrò la delusione di chiedere lavoro ad amici e parenti, senza ottenere niente, e che potevo pensarci prima, iscrivendomi ai geometri per poi fare pratica negli studi del paese. I miei parenti hanno detto che la laurea in architettura è troppo difficile, con le risate assordanti dei miei cugini che a guardare il video di Alberto Sordi a proposito degli esami ad architettura, hanno convinto mio nonno. Sto iniziando ad avere dubbi. Adesso non ho il coraggio di parlarne ancora e spero che in futuro i miei genitori accettino la mia scelta, perché sono molto determinato ad iscrivermi ad architettura che a loro sembra una pazzia. Certe volte credo che i genitori non riflettano abbastanza prima di dire certe cose. Un saluto, grazie.

Lino Ruiu Italia | 23/dic/2016

Post del 01/dic/2016 - Iniziamo a rileggere il Post del 08/gen/2011. L'eutanasia può considerarsi una "rispettosa sommissione al suicidio". Se lei svuota l'atto del suicidio (caso mai ne avesse) dal suo contenuto sentimentale e cieca accettazione di "oscure dottrine", vede nella vita la sua immutata importanza. Possano riposare in pace. Vedendo un'umanità semplicizzata, ritengo che le parole non sono mai vaghe quando abbiamo a che fare con la smania per l'autoannientamento. Stia bene. Distinti saluti, Lino Ruiu. Post del 01/dic/2016 Per sommi capi le spiego cosa descrivo con le suddette parole. 1. L'eutanasia può considerarsi una "rispettosa sommissione al suicidio". Il che non significa che io ammetta il suicidio come approdo a un percorso di malattia mortale. 2. Se lei svuota l'atto del suicidio (caso mai ne avesse) dal suo contenuto sentimentale […]. Il che non significa che io consideri il suicidio ammissibile o attinente alla realtà. Per il mio, come per il nostro ordine di pensiero, non è previsto il suicidio. 3. dal suo contenuto sentimentale […]. Non c’è sentimento nell’azione, dove non c’è atto. 4. per ‘oscure dottrine’, si descrivono l’esistenza di ‘pratiche’, a mio parere egoistiche. Queste pratiche intravedrebbero meglio togliersi la vita, piuttosto che viverla nella condizione ‘malattia’. La malattia è una condizione di deperimento fisico, esattamente come ricorda la ‘vecchiaia’, cui frequentemente si giunge, con il cervello perfettamente conscio di ciò che accade intorno. Ho già descritto cosa è l’eutanasia e per spiegarla ho usato la parola ‘suicidio’. Il suicidio è un omicidio a prescindere dalle cause per cui avviene la morte. La morte per proprio atto non esiste, perché non è possibile l’appercezione dell’azione dell’uccidere se stessi. La vita perché intuita soggettivamente è collocata al più alto livello di autocoscienza. Parimenti esiste l’azione per cui si arriva alla morte e tale azione è sempre azione procurata, favorita, sostenuta assecondata etc. da altri. Ecco in tal senso si tratta sempre di omicidio, perché anche quando fosse una sola persona o più persone a guardare, sarebbe la loro stessa coscienza dell’azione, ‘l’arma del delitto’, che nulla fa, per procrastinare la morte. Trattasi sempre di omicidio cioè favorire la morte con il proprio stare inermi, a far sì che ciò avvenga. Sostenere quella coscienza di vita, di cui il sentore si è affievolito per la malattia, per anticipare con le medicine la morte è eutanasia. Distinti saluti, Pasqualino Ruiu.

Lino Ruiu Italia | 01/dic/2016

01/12/2014 Devo premettere che sono per l’uso del nome dato alla nascita o per l’uso di una parte del proprio nome perché una persona chiamata col proprio nome è messa in condizioni di esprimere ed estrinsecare le proprie capacità e qualità. In situazioni lavorative dove l’emergenza richiede brevità nel comunicare, potrebbe sembrare come rifiutare di porgere l'aiuto richiesto; sembrerebbe che, in un’epoca dove il nome potrebbe non significare più nulla, in favore degli acronimi, il nome subisce una trasformazione, per praticità. Il nome è importante, per la sua unicità, pur esistendo persone con lo stesso nome. Per rispondere alla domanda con un esempio pratico, quando iniziai il servizio civile, presso un ente di pubblica assistenza in Toscana, il mio nome Pasqualino, si trasformò in Pasquale; in modo molto veloce, mi trovai a sentire spiegazioni sull’uso dei mezzi di soccorso, sentendo il mio nome modificato in Pasquale. Il nome, così modificato, ebbe il sopravvento forse perché più pratico nell’uso. Ero cosciente che avrei dovuto abituarmi alla modificazione del mio nome per un periodo limitato e nell’interesse della praticità verbale della situazione lavorativa; non mi opposi, perché cosciente del differente ambiente fonico toscano, così com’è differente l’ambiente fonico di altre regioni. Considerai l’utilità del mio nome così modificato o del sentirmi chiamato con il cognome. Esistono alcune regioni del nord così come del centro meridione d’Italia, dove i suoni linguistici come “lino” “tino” “nino” “pino” “sino” oppure “lin”, ” tin”, “nin” “pin” “sin”, che in genere sono la parte finale del vocabolo, sono percepiti come diminuitivi di un ipotetico vocabolo base, così ad esempio i nomi, i cognomi etc. Differente è l’uso di una parte del proprio nome, come nel mio caso, Lino costituirebbe una parte del mio nome, allo stesso modo identificativo. Differenti sono i diminutivi, che alcune volte divengono identificativi quanto il nome; che si potrebbero rivelare valorizzanti o inadatti in alcune situazioni. Grazie per la stima. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu.

Lino Ruiu Italia | 01/dic/2014

21/10/2014 Capita che le disgrazie si abbattano su chi ha scarso potere; non bisogna decidere in modo conclusivo e aver la volontà di mettere a disposizione parte del proprio tempo; molto bene se parte del servizio civile nazionale fosse impiegato nello svolgimento delle operazioni di soccorso alla popolazione colpita dall’alluvione. Il nostro servizio civile fu onorato in egual modo dal pronto soccorso, senza che vi fosse alluvione alcuna. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu 23/10/2014 Il pronto soccorso certo non si può improvvisare, per sottoporsi a un incarico così delicato è necessario aver (prima del susseguirsi rapido degli eventi) conseguito il brevetto di soccorritore, agire sull’ambulanza non è come immettersi su una corsia preferenziale, l’imprevisto prevede un comportamento educato alla calma e adeguatezza. È arido il gesto di compilare un curriculum vitae, con dati che entusiasmano facilmente i giovani, ma che non sanno effettivamente quali siano concretamente le “fasi accessorie” di determinati ruoli. La scelta del servizio civile, non poteva essere una fase accessoria di una carriera o un atto di scaltrezza anche perché se si svolgeva il servizio civile equivaleva non poter fare concorsi in enti o per corpi militari dove è previsto l’uso dell’arma; inoltre nessun punteggio nei concorsi pubblici, anche se nominalmente chiamato “milite assolto” con congedo rilasciato dalla caserma. Nei limiti di un periodo (dodici mesi), percepivo la paga mensile di lire 186.000 circa, il cui corrispettivo oggi sarebbe euro 96.061 (appena sufficienti per i viaggi di andata e ritorno dalla Sardegna alla Toscana per le licenze, era necessario l’aiuto economico dei miei genitori). Svolgevo pronto soccorso tutti i giorni su ambulanza o trasporto malati con auto medica. Trasportavo all’ospedale i dializzati per due volte alla settimana con trasporto successivo, dopo la dialisi, presso l’abitazione. Trasportavo biopsie per diagnosi, presso il dipartimento; trasportavo sacche di sangue e provette per analisi per tutti i dipartimenti dell’azienda ospedaliera. Eseguivo servizio sociale (saltuariamente, per via dei turni, una volta la settimana) con accompagnamento alle terme, farmacie o istituti, per persone anziane non autonome nella deambulazione. Servizio di pronto soccorso su autostrada (il mio primo intervento è stato servizio di pronto soccorso per incidente su autostrada, di notte); trasferimenti da un ospedale a un altro di pazienti barellati e non barellati; trasferimenti da casa all’ospedale e viceversa di pazienti barellati; trasporto di malati sottoposti a cure intensive di chemioterapia e radioterapia. Non tanto ovvia la destinazione, credo che il pronto soccorso sia una delle destinazioni più faticose; ne esistono altre meno impegnative. Non credo di aver richiesto qualcosa di meno faticoso, tant’è che all’atto di scelta della destinazione avevo fatto la domanda per assistere malati nell’istituto per ciechi e se non fosse stato possibile, una destinazione coerente ai miei studi nel museo di Napoli. La fedeltà a un ideale di lealtà verso il prossimo, ha significato in modo tangibile, l’osservanza di un impegno, dove ciò che è stato causa di soddisfazione e ha caratterizzato il mio servizio civile, è stato evitare la perdita di molte vite umane. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 24/ott/2014

03/09/2014 Le rispondo brevemente. Legga questa conversazione e provi a indovinare chi è l’architetto e chi è l’ingegnere. " Ho acquisito prontezza nel scimmiottarti mentre progetto! ". " È vero, tu porti a compimento il progetto in modo scientifico! ". Ha trovato la soluzione? Sono controversie inesistenti. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 03/set/2014

02/08/2014. Le rispondo brevemente. Condivido limitatamente per ciò che scrivo. Dovrò essere didascalico. La situazione è favorevole, perché esistono molti appartamenti sfitti, nella città dove è localizzata la sua facoltà così come in tante altre città. Quando si coabita con altri studenti o studentesse universitari, si rischia sempre di “battere la grancassa” cioè di fare scelte o esprimere opinioni che potrebbero essere propagandate, quindi non si meravigli, a volte suscita stupore l’ovvietà. Le consiglio di procedere, la sua scelta è per il futuro. Per vivere da soli, come studenti universitari in una grande metropoli, è necessario essere dediti allo studio. Io scelsi di prendere in affitto un’abitazione a uso esclusivo. Sono necessarie forti motivazioni e coraggio. Eccone alcune, le può considerare. La formazione culturale deve aver luogo nella città dov’è localizzata la facoltà, ancor di più se si studiano i beni culturali, sarebbe come parlare ‘slang’ presso chi non capisce le nostre esigenze parole o espressioni; è necessario evitare qualsiasi stato di tensione emotiva, la formazione potrebbe subirne dei danni così come la maturità psichica; evitare qualsiasi coinvolgimento in situazioni estranee al mondo universitario; evitare dispendio di risorse fisiche e mentali, non scartare tutte le feste tra universitari, sono sempre possibili e utili per scambi di opinione, mentre dovrebbe essere regola utile evitare il dispendio di risorse economiche per scelte e usi alternativi; evitare le ripicche, sono proprie della fanciullezza; evitare brutte azioni e gelosia; liberarsi da qualsiasi pregiudizio sui cittadini del luogo dove si abita, evitare discorsi lesivi e evitare la frequentazione di personaggi che usano termini o atteggiamenti dispregiativi nei confronti dei nativi; evitare di far diventare un albergo la propria abitazione, per chi vuol visitare la città dove si studia, il tempo per chi studia è prezioso; evitare di coabitare con il o la partner, lo studio universitario può dare luogo a forti tensioni emotive. Dedicare il proprio tempo al proprio percorso formativo di studio. Ricordi regolarmente i genitori, lavorano per mantenervi agli studi universitari. In modo semplice cerchi d’instaurare un buon rapporto con il proprio vicinato e viva la sua esperienza universitaria, possibilmente nella sua abitazione a uso esclusivo; oppure condivida l’abitazione con un’altra studentessa o studente. Passeranno gli anni, è possibile per tutti gli studenti, e sentirà d’esser forte della sua maturità e delle sue responsabilità; in seconda fase potrà scegliere di coabitare con più persone. Negli ultimi anni, dopo la pausa obbligatoria del servizio, non avendo il tempo per cercare un’abitazione per stare come unico inquilino, dovetti scegliere tra le abitazioni da condividere con altri studenti. Stetti alle regole dell’abitazione: disciplinati senza manchevolezze nei confronti dei coinquilini. Molte grazie per la stima. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 02/ago/2014

27/11/2013 Non posso argomentare su questioni che non conosco, quindi è preferibile che, per ovvi motivi, si rivolga a laureati con la sua stessa laurea . Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 27/nov/2013

Grazie, per i messaggi di solidarietà, per le vittime dell’alluvione in Sardegna abbattutasi sul territorio sardo. Purtroppo le piogge hanno dato luogo allo straripamento dei corsi d’acqua dando luogo ad un evento catastrofico. Impatto drammatico, del fenomeno devastante, sulle vite umane e sulle opere umane. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 23/nov/2013

17/ 11/ 2013 Credo che le parole di Dio Gesù Cristo siano inequivocabili: “ maestri del nulla filtrate un’inezia e inghiottite un cammello guide cieche vi prostrate davanti alle minuzie del diritto e calpestate il cuore della legge”. Cordiali Saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 17/nov/2013

19/10/2013 Le rispondo brevemente. Sconsiglio sempre di usare molti aggettivi nello scrivere come nel parlare. Esprimersi con molti aggettivi nei riguardi delle persone, cose o situazioni, implica esprimere un giudizio. È evidente che in base a ciò che vede nell’ambito del suo nucleo familiare, si esprime e le serve come parametro per giudicare se stessa e gli altri. Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 19/ott/2013

08/10/2013 Buonasera. Le rispondo brevemente con le definizioni di un autorevole vocabolario. Dal vocabolario treccani on line treccani/vocabolario/populismo/ populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. – 1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia. 2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Dal vocabolario treccani on line demagogia In origine, genericamente, arte di guidare il popolo; in seguito (già presso gli antichi Greci), la pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, specialmente economiche, con promesse difficilmente realizzabili. Nella storia del pensiero politico il termine risale alla tipologia aristotelica delle forme di governo, nella quale rappresenta un aspetto degenerativo o corrotto della politèia, per cui si instaura un governo dispotico delle classi inferiori dominato dai demagoghi, che sono definiti da Aristotele «adulatori del popolo». Grazie per la stima. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 08/ott/2013

03/10/2013 Buonasera, le rispondo brevemente. “ È vero che regalare la frutta con le foglie è segno di cattivo augurio?” Non sempre, perché non tutti sono superstiziosi o perché non tutti sanno che per definizione in campo artistico “la natura morta” consiste nel ritrarre oggetti inanimati; molto spesso tra gli oggetti è riprodotta ( in fotografia e in opere figurative) la frutta con le foglie. Si pensa che l’idea del cattivo augurio sia da attribuire all’antico “culto dei morti” ; per associazione di idee regalare la frutta con le foglie sarebbe simbolo di dono funesto. È meglio regalare la frutta senza foglie perché in alcune località è ritenuto addirittura un gesto offensivo. La ringrazio per la stima. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Italia | 03/ott/2013

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Lino Ruiu Sassari, Italia | 25/mag/2013

08/04/2013 Buonasera. Le rispondo brevemente. Premesso che a mio avviso la locuzione “arretratezza culturale” ha senso di ciò che è irrecuperabile, che è perduto in modo definitivo. È come se si volesse attenuare il significato di “cultura”. Il significato della locuzione è assai debole, in quanto ogni cultura è in continuo sviluppo o regredisce, anche se impercettibilmente: in altre parole, se regredisce, peggiora rispetto ad uno stato avanzato o di illusoria stasi; quindi non si può parlare di arretratezza culturale se è stata già raggiunta una condizione significativa. Non si può parlare di arretratezza culturale paragonando la propria cultura ad un’altra, perché ogni cultura è conforme a proprie regole e abitudini caratterizzanti una comunità. Per rispondere alla sua domanda sui rituali e riti magici ( “ i rituali e riti magici vengono praticati solo in territori caratterizzati dall’arretratezza culturale della popolazione?” ), credo che ogni regione, territorio, comunità, per quanto possa essere progredita, vive tradizioni e ha proprie caratteristiche che sono retaggio di antichissime civiltà, quindi è molto difficile rispondere alla sua domanda, proprio perché la pratica dei rituali, ha origini antichissime e molto spesso sono correlati a credenze religiose. Esistono molte religioni. Risulta proficuo vedere nei rituali le peculiarità, in modo da evidenziarne la specificità contestuale, per cogliere quelle che sono le caratteristiche e tradizioni di una popolazione. Molte grazie per la stima. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Sassari, Italia | 09/apr/2013

26/03/2013 È un diritto dello studente presentare la tesi di laurea senza l’approvazione di un relatore ( credo sia possibile in qualsiasi ateneo ); soprattutto se il relatore non è d’accordo sulla metodologia e tecniche della ricerca, se vuole rimandare l’approvazione della sua tesi a date improbabili o se latita ( l’insufficienza delle correzioni penalizza il risultato finale e i laureandi ). Attenzione, la voglio ragguagliare che tanti anni fa, una riforma soggiunse, modificandolo, il punteggio attribuibile alle tesi senza relatore, da aggiungere al voto di base, dato dalla media dei voti degli esami. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Sassari, Italia | 26/mar/2013

19/03/2013 Nel sito con alcune mie opere che trattano il tema della maschera, scrivere queste poche righe, sul tema della maschera, è doveroso. La maschera: argomento che scotta. Abbiamo a che fare con dei veri delinquenti? Una città dove la microcriminalità è stata debellata o quasi, perché darebbe fastidio a situazioni più importanti, risulta credibile uno scippo d’orologio? E se fosse fatto con una maschera? Io non credo agli scippi di orologi, giustificati da una situazione di crisi. Siamo sicuri che siano persone del posto dove avviene lo scippo? Effettivamente residenti della città, o vi si trovano temporaneamente? Comunque la probabilità che possano esser scoperti, rasenta lo 0,99% . Ricordate le rapine fatte in America con la maschera di Ronald Reagan (attore ed ex presidente degli stati uniti) politico statunitense, hanno dimostrato ampiamente che si possono cambiare i propri connotati con il silicone, ingrassando e dimagrendo le proprie fattezze, diventando uomini o donne a proprio piacere, usando capigliature finte, addirittura cambiando i propri tratti somatici, secondo la nazionalità che si vuole avere etc.. Se vi capita di osservare, certi fenomeni nella vostra città, fateci caso, sono vero somiglianti anche in periodo non carnevalesco. È una cosa grave, perché si possono eludere i controlli, si possono eludere le telecamere, si può entrare in casa d’altri con fattezze che dire “similari” è dire niente, implicitamente si compiono atti contro la legge. Corre voce che alcune città ne sono invase e molte persone che non usano queste forme di travestimento, o di mascheramento soggiacciono e sono d’accordo. Chi soggiace a certe nefandezze, credo lo faccia per proprio interesse. Si possono tradire con la voce, potreste dire, no! Esistono in commercio dei micro microfoni per registrare e parlare a proprio piacere con la voce di un’altra persona. Lo terrebbero nascosto sotto il colletto della camicia, o semplicemente sotto il bavero del trench! Al telefono, molto facilmente, si può telefonare una persona, dialogare per registrare la voce e poi telefonare: usando un semplice campionatore, si può parlare quanto si vuole, con la propria voce, ma non sarà così per chi riceve la telefonata, infatti la voce passa attraverso il campionatore e l’interlocutore riceve e sente la voce di un’altra persona, magari di una persona affidabile, magari per carpire informazioni utili a danno del malcapitato. Non sono leggende metropolitane ed è inutile filosofare sull’utilità delle maschere. Ora ragionate, sull’utilizzo della maschera da parte di un delinquente, immaginate che si presenta dietro alla vostra porta con le sembianze di un vostro amico, e al vostro chi è? Vi risponde con la voce del vostro amico! Cosa fareste, dopo esservi assicurati, attraverso lo “spioncino” o se preferite “l’occhio magico” sulla porta, che si tratta effettivamente del “ vostro amico”? Aprite la porta, logico. E possibile che siate, nella migliore delle ipotesi, vittime di una rapina. Sembrerebbe una leggenda metropolitana: l’uomo dalle tre braccia. Su un treno, a lunga percorrenza, nel settentrione d’Italia, una volta mi accorsi che il passeggero, seduto davanti al mio sedile, (quando ancora esistevano le carrozze per fumatori), mentre fumava non si accorse che il mozzicone della sigaretta stava bruciando le sue dita, io preferii non dire niente, ma quando mi accorsi che con il vero braccio stava borseggiando un altro signore seduto al suo fianco, dovetti interrompere quella situazione assurda, avvertendolo che la sigaretta gli stava squagliando le dita della mano di plastica. Ovviamente, sorpreso, iniziò a soffiare sulle dita della mano finta, ringraziandomi per averlo avvertito. Il “povero signore”, vittima del borseggio sventato, si accorse della situazione e fu risoluto nel far finta di niente. Aveva capito la situazione e sorrideva per non favorire inquietudine nel borseggiatore. Scese dal treno alla prima fermata utile, così pure io, scesi frettolosamente e dimenticai presto. Ad essere sincero, inizialmente, pensai che i due erano d'accordo, quindi nell’indecisione scelsi di annuire e di minimizzare, sorridendo della sbadataggine. L’esempio, per sottolineare che molto spesso, noi indossiamo una maschera, pur ricorrendo a nessun artifizio; cosa comunque molto differente, dall’aggirare il prossimo per danneggiarlo. La maschera per diventare degli angeli o dei demoni? Cordiali saluti. Pasqualino Ruiu

Lino Ruiu Sassari, Italia | 19/mar/2013

18/03/2013 Buongiorno, le rispondo brevemente. Niente può offuscare la propria opinione, quando nasce da criteri di coerenza e buon senso e si basa sulle norme del decoro e dell’onestà. Cordiali saluti. Lino Ruiu

Lino Ruiu Sassari, Italia | 18/mar/2013