Savina Tarsitano


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Soleil de Minuit - Groenlandia 12 opere

Upernavik è uno spazio di luce i cui confini densi
sono segnati dagli strati di neve che marcano il
tempo. Il buio è un miraggio lontano. Un territorio
anti-urbano che cancella velocemente le tracce
antropiche e provoca una creatività/istinto, mediata
dai riflessi di un cervello sempre allerta perch Continua a leggere
Upernavik è uno spazio di luce i cui confini densi
sono segnati dagli strati di neve che marcano il
tempo. Il buio è un miraggio lontano. Un territorio
anti-urbano che cancella velocemente le tracce
antropiche e provoca una creatività/istinto, mediata
dai riflessi di un cervello sempre allerta perchè
privato del sonno e del buio.
Ho sorpreso il mio occhio a cercare come segugio
residui di civiltà, di storie, merluzzi appesi ad
essiccare, le reti dei pescatori, fiammiferi dalle
punte infuocate, piume della lontana Parigi che sulla
neve traducevano la vanità in un interrogativo
estetico. Ho visto nelle alghe di una natura brillante
elementi di poesia visiva e in un campo di croci,
segni di legno piantati ad intervalli regolati dalla
misura dei corpi deposti, l'illusione del buio che a
Upernavik è fuori dall'indice della natura. In questo
scenario il colore è intervallo di luce, sua capacità
negativa in grado di generare l'orizzonte della
visione che contiene i toni delle emozioni. E lo
spettacolo delle due sfere, il sole e la luna insieme
nel cono visivo, è metafora potente della infinite
posture del vedere.
(Appunti di Viaggio di Savina Tarsitano Groenlandia 2007) Leggi di meno