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Nell’opera di Alessandra Tabarrani non c’è alcuna differenza tra generi, stili, supporti o materiali pittorici:
il paesaggio marino può alternarsi con la più pura astrazione geometrica, la ceramica con la tela, un canestro di frutta succedere indifferentemente a volti (di donna) o figure femminili, alberi, fiori, vedute paesaggistiche, marine, interni borghesi.
Il mondo stesso è, per Alessandra Tabarrani, la tavolozza su cui esercitare la propria carica di vitalità e di energia. “I colori per me sono vita”, dirà l’artista, e in questa apparentemente semplice dichiarazione di poetica è contenuta per intero la sua filosofia di vita e di lavoro: è il colore stesso a governare le scelte dell’artista, non il pensiero che vi si sottende o che a volte vorrebbe addirittura precederla.

Colore e disegno sono i capisaldi, gli architravi del suo operare, giacché dall’incrocio dei due si sviluppa il complesso universo, articolato ma fondamentalmente armonico, che l’artista ha battezzato come “il suo stile”: stile nel quale si mescolano echi novecenteschi e un’indiscussa sapienza decorativa, un forte rigore formale e un’ampia capacità di trasformazione poetica del reale.

L’intento realista, sottolineato da un segno forte e spesso preponderante sulla poesia del colore, non va però mai a scapito di una ricerca di pura gioia visiva che sembra nascondere, al suo interno, un sottinteso desiderio di spiritualità.
Analogamente, i giochi prospettici, dinamico-sintetici e coloristici della sua produzione astratta, che contengono in sé echi dell’astrattismo geometrico classico, come di certo dinamismo novecentesco e futurista - non senza qualche sconfinamento nell’arte optical - sembrano non voler mai rinunciare del tutto a riferimenti e accenni, qua e la presenti, alla figurazione, quasi che solo dall’incrocio delle due diverse attitudini - quella realista e quella simbolico-decorativa - si possa addivenire a un’unità di pensiero, di sensibilità e di approccio alle mutevoli forme del reale nelle sue più varie e diverse sfaccettature.

prof. Vittorio Sgarbi
storico e critico d’arte

Alessandra Tabarrani