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Damiano Gulluni artStudio

Damiano Gulluni artStudio
(1960- )
Nazionalità: it Italia


72 opere   Domini artistici : Design, Pittura

Io ci vivo dentro l'opera, la mastico, la centrifugo, l'immagine deve diventare mia nel tempo e col tempo.
Il tempo e la pazienza sono esternati nei miei disegni, con semplici tratti geometrici che giocano nell'universo dell'arcobaleno colorato, da armonie e poesie visive.
Petali nel prato, con composizioni architettoniche, trovando sculture e materia. Nel semplice cartoncino bianco, e poi nero, come la mia anima.
Cy Twombly mi ossesiona coi suoi minimi tratti, linee infinite in un foglio ricordato da Capogrossi, poi trasmesso a Giacometti, per la verticale.
Giungono cavalli nel mare in tempesta, per rivedere De Chirico e Turner, con acrobazie di Calder con i suoi fili che assomigliano all'arte di Bruno Munari.
Per un'arte sempre da scoprire, che non si finisce mai di capirla. G.C. Argan era nell'elissoide del Bernini, partecipando all'infinito di Eistain.
Così non sapendo nulla, percorro sentieri strani e misteriosi: percorsi d'arte.
Damiano Gulluni
Io ci vivo dentro l'opera, la mastico, la centrifugo, l'immagine deve diventare mia nel tempo e col tempo.
Il tempo e la pazienza sono esternati nei miei disegni, con semplici tratti geometrici che giocano nell'universo dell'arcobaleno colorato, da armonie e poesie visive.
Petali nel prato, con composizioni architettoniche, trovando sculture e materia. Nel semplice cartoncino bianco, e poi nero, come la mia anima.
Cy Twombly mi ossesiona coi suoi minimi tratti, linee infinite in un foglio ricordato da Capogrossi, poi trasmesso a Giacometti, per la verticale.
Giungono cavalli nel mare in tempesta, per rivedere De Chirico e Turner, con acrobazie di Calder con i suoi fili che assomigliano all'arte di Bruno Munari.
Per un'arte sempre da scoprire, che non si finisce mai di capirla. G.C. Argan era nell'elissoide del Bernini, partecipando all'infinito di Eistain.
Così non sapendo nulla, percorro sentieri strani e misteriosi: percorsi d'arte.
Damiano Gulluni


Articoli:

Ricerca e Arte di Damiano Gulluni

Ricerca e Arte di Damiano Gulluni


Io ci vivo dentro l'opera, la mastico, la centrifugo, l'immagine deve diventare mia nel tempo e col tempo.
Il tempo e la pazienza sono esternati nei miei disegni, con semplici tratti geometrici che giocano nell'universo dell'arcobaleno colorato, da armonie e poesie visive.
Petali nel prato, con composizioni architettoniche, trovando sculture e materia. Nel semplice cartoncino bianco, e poi nero, come la mia anima.
Cy Twombly mi ossesiona coi suoi minimi tratti, linee infinite in un foglio ricordato da Capogrossi, poi trasmesso a Giacometti, per la verticale.
Giungono cavalli nel mare in tempesta, per rivedere De Chirico e Turner, con acrobazie di Calder con i suoi fili che assomigliano all'arte di Bruno Munari.
Per un'arte sempre da scoprire, che non si finisce mai di capirla. G.C. Argan era nell'elissoide del Bernini, partecipando all'infinito di Eistain.
Così non sapendo nulla, percorro sentieri strani e misteriosi: percorsi d'arte.
Damiano Gulluni

L'Arte e la Ricerca di Damiano Gulluni

L'Arte e la Ricerca di Damiano Gulluni


Nel mio campo di ricerca mi ritrovo quasi sempre a dover esternare sul cartoncino emozioni semplici e poetiche, utilizzando l'Astrattismo di Mondrian e successivamente rincorro Pollock con la linea che mi tormenta nelle forme anche di Paul Klee, poi Burri e Capogrossi e anche Fontana, con l'Informale e mi propongo di riflettere anche sulla scena della geometria, con rimbalzi legati a prospettive virtuali, giocando col chiaro scuro e scoprendo o trovando la luce. Pensando ai numeri rincorro Pitagora, con aperture all'architettura, moderna e contemporanea, senza dimenticare la scultura, di Fontana o Mastroianni, di Henry Moore e Le Corbusier. Spazi colorati li trovo nei prati, per sognare il fiore dell'arcobaleno, proponendo armonie di altri tempi, con lo spazio tridimensionale, e allacciando percorsi col bidimensionale di Carla Accardi. Piani e volumi, movimento e poesia, nella superficie imbiancata dalla tempera, con labirinti incantevoli e pennellate d'architetto, con volumi ottenuti dalla cromaticità dell'acrilico. Tecniche miste preferite alla figura disegnata, ottenendo il soggetto/oggetto nella scoperta di Picasso della quarta dimensione, il tempo, che ci permette di vedere anche quello che non vediamo, ed ecco entrare sulla scena il cubismo, ottenuto anche dai grandi futuristi di primo '900, i precursori dell'Astrattismo, quando Parigi era la capitale dell'Arte Contemporanea. Certo cammino sulle strade lasciate da Giotto e Leonardo, con il loro cerchio sempre costante, e con il Bernini che fu il primo nell'architettura ad usare l'ellisse nel '600, aprendo nuovi scenari all'Astronomia di quei tempi, con Galileo Galilei.
Damiano Gulluni

ArtMajeur - Art Award, 2009


Award 2003

THE SOFT GEOMETRY IN DAMIANO GULLUNI’S ART

THE SOFT GEOMETRY IN DAMIANO GULLUNI’S ART


In abstract expressionism current, Damiano Gulluni has been classified, from time to time, in conceptual, spiritual, optical art, without any reference, neither to the subject developed at sight, nor to his technique adopted instantly.

As a minimalist and an extremist, an informal and a concrete, an analytical and a descriptive, a polyhedral artist in a natural way, he overlooks every label and every - ism, to go counter current and translate his visual perception in a pure, simple art, without frills neither complications. Being at the perennial search of Phoenix Arab, the shaft moon, the inexistent island, his ambition is to express Absolute, sublimity and eternity in a soft geometry, that bevels the edges of reality and softens the various anglings of truth. His rebellious soul expands itself in molecules of color, blades of light, pigments of dream, displaced in various, dimensional plans and inserted in different, concentric forms.

His meeting with Chevreul’s coloristic theories, exemplified in Seurat, accented in Matisse and sublimed in Mondrian, has brought him to a continuous, stylistic evolution and to a perennial, content stylisation. Damiano Gulluni has gone more and more away, in order to rip, reduce and simplify form, inflaming shades and accenting movement, till the bewildering of observers, to reject and attract them, to terrify and allure them, to move and subjugate them at last. Mindful of his degree in Architecture, he currently emits into optical tesseras of Byzantine mosaics, Arabian, formal elements and structural functions, in a sinuous line, scheming, without solution of continuity.

Signs intersect, weave, penetrate themselves in a mystical place, an ideal environment and a Bergsonian time, that leave subject and object out of consideration. Rhythmic space, mobile scanning, overlapped plans soften in the harmonic flow of internal categories, that remember the object of visual feeling and overcome it in the depth of spiritual accession. After the collapse of American twin towers, magnificent skyscrapers rise up in New York, in a surreal climate; but, on the top of their pinnacles, they have no panels, radars, aerials; on the contrary they have the half Islamic moon and the full sun of the future, in an ideal embrace between east and west.

The choice of colour, sketch and habitat never corresponds to effective reality, but always to mutable states of mind, in a melancholy, sad, dismal background, however revived by a constant optimism, inherent in the changing nuances.

Jazz, rhythm an' blues and soul music alternate themselves to free songs, soft melodies, sweet symphonies, to express themselves entirely in the dance of hours and in the boundless time of interior character. Having the gift of infinity, Damiano Gulluni is an accursed painter, at Modigliani’s way, with the race artist’s torment and the ingeniousness great teachers’ talent.

The breath of the wind, the ray of the sun, the blue of the water insinuate themselves into the connective fabrics of his optical effects, to fill themselves with lifeblood, sussultatory movement and visual poetry.
Gianni Latronico