Andrea Collemaggio


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Ritorna alla lista Aggiunto il 17 ago 2021


Piazza d'Arti Terni https://www.comune.terni.it/evento/piazza-darti

Il senso del “fare” che compenetra quello del “generare” Non sono vasi di fiori e colline “en plein air” i personaggi di questo Collemaggio industrial. I suoi soggetti sono maleducati e con le mani sporche e sicuramente non li vedrete ad un aperitivo o con un taglio di capelli “à la page”, perché quel lavoro che compiono, spesso in maniera ripetitiva ogni giorno, sporca le mani ma riempie l’anima. Chi di voi non fosse mai passato per Terni, o lo avesse fatto distrattamente solo per raggiungere la Cascata delle Marmore la domenica mattina, non essendo a conoscenza dell’humus di questa città industriale e affaticata potrà, osservando le opere di Collemaggio, vedere la propria realtà borghesemente agiata fondersi con quella degli operai al lavoro; le loro voci, il battito cardiaco delle macchine, il ritmo serrato della produzione, la fluidodinamica dei loro cuori, le sirene della fabbrica e gli schiamazzi sul viale che porta alla mensa. Con queste opere Collemaggio affonda le mani nel suolo ternano e scava fino ad estrarne vive e forti le radici. Così sembrano affiorare dall’opera quei bulloni, quelle chiavi... sono strumenti ma rappresentano pezzi di vita che vanno a comporre e costruire macchinari enormi e sbuffanti; questo il suo omaggio: renderli parte di qualcosa più grande di loro. In questo contesto si sviluppa un tema molto caro al Collemaggio pittore, il senso del “fare” che compenetra quello del “generare”. L’industria pesante come massacrante spersonalizzazione umana in cui proprio l’uomo viene ora celebrato come elemento che produce e genera manufatti essenziali alla civiltà moderna e viene così proiettato in una dimensione eterna. La prima volta che Andrea mi fece vedere queste sue opere, le prime di quel suo momentaneo solco di ispirazione, rimasi senz’altro stupito dalla sua capacità di restituire sui supporti immagini di soggetti dai colori vividi in contesti “bruciati”. A questi personaggi Collemaggio regala la sua mano più appassionata e contratti decisi, mai disinvolti, l’attenzione, la sua e la loro, verso lo strumento, il prodotto e la fase di lavorazione. Tutto sembra fermo quando l’occhio si posa su ciascuno di questi operai curvi sulle macchine, gesti ripetuti migliaia di volte e allo stesso tempo banali, chi effettua un cablaggio, chi una saldatura e chi, con mani logore, serra una vite. Ma niente è fermo, perché i personaggi ritratti da Collemaggio prendono vita grazie alla loro poetica semplicità fatta di tute azzurre e mestieri tramandati di padre in figlio; e questo ce li fa sentire immediatamente come familiari e rassicuranti, tanto che avvicinando l’orecchio possiamo ancora sentire le loro voci confuse nel frastuono della fabbrica...

Dott. Alessandro Stagni

 

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