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Luca Palazzi


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Roma, Italy

Biography

Born in Rome in 1977. I'm an Indipendent artist.

Born in Rome in 1977. I'm an Indipendent artist. Read less

Palazzi Luca

ZEITGEIST - di Gionata Di Cicco


Di Gionata Di Cicco

Tra cartacce e degrado seguendo l’ombra dei miei passi, ragionavo sul concetto di possibile, e sulla logica di credibilità. La lingua mi sbatteva sui denti e vedevo questo mio paese, l’Italia, sprofondare in burroni di ossa e sterpaglie. La strada era marcia, come pure l’aria; sul mio sorriso di un tempo era precipitato un rivolo di sangue. Come si può fondare un’estetica in un paese che è stato capace di seppellire la sua storia, la sua bellezza? Il mio occhio vagava nell’ombra esposto all’abisso di una terra senza più radici. Le cose inutili avevano vinto sul bello. La coscienza di questo paese, insondabile come gli abissi di un oceano lontano, svaniva nella notte dei tempi. L’insidia del dubbio che qualcosa potesse cambiare, era morta, e ogni speranza appariva come il silenzio nel deserto. La mia coscienza era sepolta da una bufera di pensieri. In un paese che aveva sete di rinascita, il cuore dell’uomo era condannato ad un’arsura senza spazio e senza tempo. Eppure era tutto intorno sospeso come magia, e le risposte erano dietro il velo distorto della realtà. Qualcuno da qualche parte doveva ancora conoscere la via per generare le forme e fissarne l’anima per sempre. Qualcuno che fosse capace di indagare lo spirito del tempo in cui viviamo che ci indicasse dove oggi siamo esattamente. Cosa è oggi questo tempo che viviamo? Io vagavo per le strade della mia città, intento a seguire questa traccia come i porci seguono le ghiande. Uno strazio che saliva come un grido attraverso le galassie mi dilaniava l’anima. Era la notte del mondo, e io lì per i vicoli di Roma a cercare un luogo, una rappresentazione. Esodo. Supplica. Lotta. Sintesi. Concetti alti e ormai dimenticati. Come se questa vecchia Creazione fosse condannata alla dimenticanza. L’uomo è distratto, è rarefatto come l’aria. Segue l’inganno e finisce nella fossa. Questo vortice di idee pieno di immaginazione non aveva le immagini per ritrovare un punto di partenza.
“Le mie dita assetate
volevano toccare
ma non potevano,
i miei occhi neri
volevano vedere
ma non potevano”.
La violenza del silenzio era una lama nel petto. Mi imbattei in una stanza piena di misteri e colori, accadde all’improvviso. E vidi. C’erano dei quadri appesi al muro, silenziosi, tremendi, cupi, erano denti che mangiavano la carne. Il mio occhio scivolava su quelle figure, attonito, incredulo. Avevo trovato una narrazione, una rappresentazione. Tutti dovrebbero imbattersi in questi quadri, l’intera umanità dovrebbe soffermarsi a riflettere! L’immagine all’interno di quelle forme è come una guarigione, l’incubo è la realtà, quello che la società dovrebbe essere è in quello che non è rappresentato, e torna a far parte dell’immaginazione di ognuno di noi. L’immaginazione è nello scarto tra quello che questi quadri ci fanno vedere e quello che è in fondo ai nostri sogni e desideri. La libertà dell’espressione! La chiave è questa! Leggo il nome dell’artista: Luca Palazzi. Accanto a lui ci sono altri nomi di pittori, ognuno con il suo mondo, la sua arte, la sua via, tutti ricercatori, tutti poeti, narratori. Il mio alito poteva varcare l’oscurità. Luca Palazzi è un narratore di classe del nostro tempo, uno di quelli che mette le mani negli enigmi del tempo. Può essere il bello il “Vero”? Sicuramente il Vero può essere tremendo. Ma lo si deve saper raccontare e questo pittore lo sa fare con rara capacità, fornendo un appiglio sul caos. C’è un quadro su tutti, che scarnifica le vecchie retoriche rivoluzionarie, che ci induce a riesaminare criticamente nel suo insieme un sistema di valori che ci era stato dato come garante del progresso e del benessere dell’umanità. Il capitalismo grugnisce violento ultima frontiera di civiltà, l’unico dei mondi possibili, ci dicono, e le vecchie icone della Rivoluzione proletaria del’900 muoiono. In questo contesto la paura genera confusione e la confusione disillusione. Il Maestro Luca Palazzi sa regalarci ancora un’illusione. Tutta racchiusa dentro questo sguardo disincantato verso una realtà che dobbiamo ricostruire.



ZEITGEIST - LUCA PALAZZI Personale Exibition in ROME


Inaugura a Roma, il prossimo Sabato 30 Novembre (fino al 6 Dicembre) presso la Galleria Spazio 40 a Trastevere la mostra “ZEITGEIST – Lo spirito del tempo”, con l’artista Luca Palazzi. Spiritualità, potere, precariato economico e spirituale sono i temi ricorrenti nel mosaico Neo espressionista del pittore romano, che getta uno sguardo cinico ma partecipe sul difficile panorama di questi giorni. Una pittura materica e crudelissima, ma anche ironica e rigorosamente figurativa. La mostra ospita anche 4 artisti del gruppo "I Vandali": Fulvio Martini Michael Venuti, Roberto Fontana e Alessandro Italia, che arricchiscono un evento da non perdere.

Spazio 40 Galleria d'arte - Via dell'Arco di San Calisto 40, 00153 Rome, Italy
Dal 30 Novembre al 06 Dicembre 2013
Orario inaugurazione: 18.00
Orario altri giorni: 11-21
A cura di: Tina Loiodice
Contatti: 349-1654628
spazio40@tiscali.it


Biography


Born in Rome in 1977. I'm an Indipendent artist.


Di Alessandro Celli..


Luca Palazzi l’ho recentemente conosciuto grazie ad un altro Artista che stimo tantissimo.

Trovo nei lavori di Palazzi una evidente e marcata sintonia con il reale e con l’odierno tempo in cui viviamo.
In altri termini si potrebbe quindi dire “contemporaneo”.
E’ a mio parere un narratore che descrive eventi e pone in primo piano un’attenta riflessione, da cui è difficile sottrarsi.

Al di là della tecnica e dell’impeccabile abilità stilistica, che ormai è rara peculiarità per molti artisti emergenti, metto comunque in rilievo le tematiche, le rappresentazioni e questa sua sorta di memoria collettiva.
Mi è entrato con impeto in ciò che oggi più apprezzo dell’arte contemporanea, quella volontà di urlare a gran voce, di comunicare, di trasmettere emozioni forti.

Per un risveglio culturale, per una ribellione all’appiattimento sociale, al di là delle opinioni che possano dar seguito.
Ho voluto dedicarmi alla lettura di diverse opere di Palazzi, la curiosità è un mio difetto che mi sposta altrove e mi strappa via dal reale.
Sarò riduttivo e non me ne voglia Luca, questo modo di fare arte mi fa ritornare alla grandezza del realismo sociale, quello che molti anni fa mi spinse a diventare collezionista.
Grazie, Luca, per le tue opere.
alessandro celli