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Branciforte


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Last modification date : May 31, 2019

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Biography

Branciforte, Espressionismo esistenziale

Branciforte è un artista di origine siciliane, nato nel 1962, che oggi vive e lavora a Jesi, nelle Marche. La sua carriera artistica può vantare un lungo percorso formativo che si è nutrito soprattutto del prolifico fermento culturale che, negli anni ’80, gravitava intorno al DAMS di Bologna ed alla figura di Umberto Eco. Tutto ciò ha stimolato Branciforte verso una riflessione profonda sul proprio fare artistico e, di conseguenza, lo ha portato all’elaborazione di uno stile personale. Al centro dell’opera di Branciforte vi è sicuramente la vicenda umana, in tutta la sua multiformità e variabilità. Per questa ragione il linguaggio del nostro pittore è aperto a diverse soluzioni iconografiche e compositive. Tutto è uniforme, però, nel paradigma della ricerca sull’uomo in quello che può essere definito un “Espressionismo esistenzialista”. Espressionismo sì, perché Branciforte nella sua indagine (che è soprattutto inconscia) deve spingersi oltre il semplice dato sensibile e naturalistico. Le sue immagini provengono direttamente dalla memoria in una forma fluida e tremolante che è quella propria del subconscio. Tutto ciò si traduce, sul piano più specificatamente formale, in un’accentuata sintesi dei soggetti. Per esempio in opere come “Gente per strada”, “Figure sopra i tetti” o “Incontro di figure” i mezzi espressivi di Branciforte sono un’elegante e sottile linea grafica nera che individua forme sommarie di cui possiamo intuire solo l’energia psichica emanata nel loro dinamismo ostentato, quasi parossistico. Esse si muovono in una realtà minimale, mutevole e instabile, la cui potenza evocativa è però innegabile. Grazie ad una profonda ricerca pittorica Branciforte riesce a riprodurre le cose come fossero ricordi, inafferrabili ma indelebili. In alcune opere la complessità dell’immagine nella memoria viene restituita mediante una concezione costruttivista dello spazio e del fare pittorico. È il caso di opere come “Amori rubati” o “Danza”, in cui la sintesi formale risulta sempre accentuata, ma in questo caso il pittore rifugge dal minimalismo per approdare ad uno spazio complesso, costruito su diversi piani convergenti. In altre opere l’immagine della memoria e del ricordo senza tempo né spazio di Branciforte sembra focalizzarsi su un singolo oggetto o su un particolare. Lo si può apprezzare in opere come “Mosso” o “Drappo” in cui l’artista mostra la propria abilità tecnica anche nel riprendere brani di realtà, ma sempre inserendoli nella dimensione inconscia propria del suo fare artistico. Così l’oggetto, anche se descritto nelle sue fattezze, risulta eternamente conservato nell’esistenza fluida e impalpabile della memoria.

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